Bonus benzina busta paga: due modelli allo studio del governo
L'esecutivo valuta un aiuto mirato contro il caro carburanti. Ipotesi bonus tramite aziende per i dipendenti (fino a 200 euro) o contributo diretto alle famiglie con Isee basso (fino a 100 euro). Nodo partite Iva ancora da sciogliere.
centro pagina
Bonus benzina busta paga – Il caro carburanti continua a pesare sui bilanci di famiglie e lavoratori italiani. Per mitigare l’impatto dei rifornimenti, il governo Meloni sta valutando un intervento mirato e selettivo, che superi la logica dei tagli generalizzati alle accise e si concentri sulle fasce più in difficoltà.
Sul tavolo dell’esecutivo ci sono al momento due ipotesi principali, che riprendono e rimodulano schemi già sperimentati in passato.
Bonus benzina busta paga, soluzioni al vaglio del Governo:
1. Il modello fringe benefit (aiuto aziendale)
Questa prima opzione rimanda al precedente del 2022, quando il governo Draghi introdusse la possibilità per le aziende private di assegnare ai propri dipendenti dei buoni carburante esentasse.
- Come funziona: Le imprese potrebbero riconoscere ai lavoratori un bonus fino a 200 euro attraverso strumenti di welfare aziendale. L’importo non concorrerebbe alla formazione del reddito imponibile, garantendo così un vantaggio fiscale al dipendente.
- Criticità: Non è ancora chiaro se la concessione da parte delle aziende sarebbe facoltativa o vincolante. Inoltre, questo sistema lascerebbe scoperta l’ampia platea dei lavoratori autonomi.
2. Il contributo selettivo (aiuto assistenziale)
La seconda strada porta a un aiuto di natura più sociale, concentrato sulle famiglie con i redditi più bassi.
- Come funziona: Si ipotizza la creazione di un fondo da un miliardo di euro per il 2026, destinato ai nuclei familiari con Isee fino a 20mila euro. A questi nuclei potrebbe spettare un buono carburante del valore massimo di 100 euro, finanziato direttamente con risorse pubbliche.
- Criticità: Un’agevolazione basata esclusivamente sull’Isee rischierebbe di escludere il ceto medio, che spesso sostiene spese elevate per il tragitto casa-lavoro.
Il nodo di autonomi e partite Iva
La scelta della platea è fondamentale. Un sistema affidato alle imprese escluderebbe professionisti, artigiani, agenti e piccoli imprenditori. Per questa categoria, una possibile soluzione alternativa potrebbe passare dal Fisco, tramite una deduzione o detrazione aggiuntiva sulle spese per il carburante da far valere in dichiarazione dei redditi, con l’onere di distinguere l’uso professionale da quello personale dell’auto.
La situazione attuale: taglio accise gasolio
Nell’immediato, il governo ha prorogato il taglio delle accise sul gasolio fino al 5 settembre. La misura garantisce uno sconto complessivo di circa 17 centesimi al litro (inclusa l’Iva), ma rappresenta una soluzione temporanea e costosa per le casse pubbliche. La possibile introduzione di un bonus selettivo si inserisce proprio nella necessità di passare da una misura generalizzata a un sostegno mirato.
Le cifre e le modalità operative dei nuovi bonus sono ancora in fase di studio e potrebbero subire modifiche nel corso dell’iter legislativo.
Potrebbe interessarti anche il seguente articolo: Alessandro Di Battista parla sui social dopo il ricovero a Cuba
Seguici su Facebook e resta aggiornato con Napoli ZON: clicca qui.
ARTICOLO PRECEDENTE
Alessandro Di Battista parla sui social dopo il ricovero a Cuba
ARTICOLO SUCCESSIVO
Truffa WhatsApp: nuova ondata di attacchi “zero-click” su iPhone
