22 Agosto 2026

Aumento prezzi carburanti: scatta l’allarme, rischio gasolio a 3 euro al litro

Il presidente Michele Marsiglia delinea uno scenario critico se non ci sarà una rapida de-escalation in Medio Oriente. Cresce l'apprensione anche per l'impatto del prezzo del gas sulle bollette autunnali.

Immagine di repertorio

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Aumento prezzi carburanti – Lo spettro di un nuovo e vertiginoso aumento dei prezzi dei carburanti torna a spaventare gli automobilisti italiani. L’allarme arriva da FederPetroli Italia, che, monitorando l’evoluzione della crisi in Medio Oriente, delinea un quadro fortemente critico. Il rischio concreto, qualora la situazione internazionale precipitasse, è che il prezzo del gasolio possa schizzare fino a toccare la soglia dei 3 euro al litro.

Aumento prezzi carburanti, le tensioni nello Stretto di Hormuz

Il fulcro dell’incertezza dei mercati è lo Stretto di Hormuz, un passaggio vitale per le rotte mondiali del greggio e del gas. Il presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, ha specificato che l’impennata non avverrà dall’oggi al domani, ma è uno scenario tangibile per il prossimo futuro.

  • Fattore tempo: Se non si assisterà a una vera e propria “de-escalation”, l’aumento potrebbe concretizzarsi in pochissimi mesi, portando a un vero e proprio stravolgimento del mercato.
  • Quotazioni elevate: I mercati non mostrano segnali di distensione; attualmente il greggio Brent viaggia su livelli altissimi, attestandosi sui 92-93 dollari al barile.

L’incognita del gas in vista dell’autunno

Paradossalmente, nonostante le tensioni sul petrolio, a destare le maggiori preoccupazioni per il sistema Paese è il mercato del gas. Le quotazioni attuali si aggirano sui 63 euro/MWh.

Secondo l’analisi di FederPetroli, il vero banco di prova per l’Italia arriverà nei mesi di ottobre e novembre. Con l’abbassamento delle temperature e l’aumento fisiologico della domanda, i costi energetici attuali rischiano di scaricarsi in modo pesante e diretto sui bilanci delle aziende e sulle bollette delle famiglie.

Rincari alla pompa e il nodo delle accise

Gli effetti delle tensioni geopolitiche si stanno già abbattendo sui consumatori. Le medie nazionali dei carburanti hanno ripreso a correre, registrando aumenti di diversi centesimi in poche ore.

Il nodo cruciale resta il diesel, che in alcune fasi aveva già toccato i 2,60-2,68 euro al litro. In questo scenario di instabilità, le misure calmieratrici introdotte dal governo rischiano di perdere efficacia: lo sconto di 17 centesimi al litro sulle accise del gasolio, in vigore fino al 25 agosto, viene infatti rapidamente assorbito ed eroso dai continui rincari della materia prima alla fonte.

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