Aumento carburanti, svanisce effetto taglio accise: diesel e benzina in aumento
Nonostante lo sconto di 17 centesimi varato dal Governo per il gasolio, i rincari del petrolio annullano i benefici per gli automobilisti alla vigilia dell'esodo estivo. In autostrada il diesel sale a 2,175 euro al litro. Codacons: "Il taglio reale si riduce a 10 centesimi".
Immagine di repertorio
Continuano a crescere inesorabilmente i prezzi dei carburanti, vanificando quasi del tutto l’intervento del Governo. Il recente taglio delle accise di 17 centesimi al litro sul gasolio, deciso dal Consiglio dei Ministri lo scorso 27 luglio, non sta riuscendo a contenere la fiammata dei prezzi alla pompa, spinta al rialzo dalle tensioni internazionali.
Alla vigilia del grande esodo di agosto, gli automobilisti italiani si trovano a fare i conti con rincari quotidiani che stanno progressivamente “mangiando” il beneficio della misura governativa.
Aumento carburanti: i prezzi di diesel e benzina
Nonostante la riduzione delle tasse sul gasolio – una misura a tempo che resterà in vigore fino al 6 agosto – le rilevazioni mostrano un trend in salita su tutta la rete viaria per entrambi i principali carburanti:
- Diesel (Self-service): Sulla rete stradale ordinaria, il prezzo è passato dai 2,066 euro al litro di giovedì ai 2,080 euro di venerdì 31 luglio. Sulla rete autostradale l’aumento è stato dai 2,165 euro ai 2,175 euro al litro in sole 24 ore.
- Benzina (Self-service): La verde, che non ha goduto di alcuno sconto sulle accise, segue la stessa curva al rialzo. Sulle strade ordinarie è passata da 1,989 euro a 1,995 euro al litro, sfiorando la soglia psicologica dei due euro. In autostrada il costo si attesta ora sui 2,081 euro al litro (contro i 2,076 del giorno precedente).
Le cause: l’impatto della crisi in Medio Oriente
Alla base di questa nuova impennata dei costi c’è la forte instabilità geopolitica. Il riaccendersi del conflitto in Medio Oriente, in particolare le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, sta facendo schizzare verso l’alto le quotazioni internazionali del greggio.
Nella giornata di giovedì, la quotazione del petrolio texano Wti ha registrato un balzo del 6,56%, mentre il Brent del Mare del Nord è salito del 7,91%. Pur con qualche lieve flessione nelle ultime ore, la situazione sui mercati dell’energia resta estremamente volatile e incerta.
Le reazioni dei consumatori e le prospettive post-6 agosto
L’impatto dei rincari internazionali ha ridotto drasticamente l’efficacia dell’intervento statale. Secondo i calcoli del Codacons, “lo sconto sulle accise disposto dal governo si riduce nei fatti a 10,5 centesimi di euro”.
A fotografare la mappa del caro-pieno è anche l’Unione Nazionale Consumatori, che evidenzia le criticità regionali: al momento è la Provincia Autonoma di Bolzano a registrare il gasolio più caro d’Italia sulla rete ordinaria (2,124 euro al litro). Seguono la Sicilia (2,113 euro) e la Calabria (2,108 euro).
Restano ora da capire le prossime mosse dell’Esecutivo. La misura attuale scadrà il 6 agosto: sul tavolo del Governo c’è l’ipotesi di prorogare il taglio sfruttando il cosiddetto meccanismo delle accise mobili, ovvero una riduzione delle accise finanziata attraverso il maggior gettito IVA derivante proprio dall’aumento dei prezzi dei carburanti.
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