Guardiola CT Italia, arriva il no alla panchina azzurra. Ecco perché
Pep Guardiola rifiuta la panchina della Nazionale italiana per un anno di stop. Con il "no" a Guardiola CT Italia, Paolo Maldini punta tutto su Andrea Pirlo
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NAZIONALE – L’ipotesi di vedere Guardiola CT dell’Italia rimane soltanto un suggestivo sogno di mezza estate. Dopo giornate di fitti contatti e riflessioni, il tecnico catalano ha comunicato la sua decisione definitiva a Paolo Maldini: la risposta all’offerta della Federazione è negativa.
Nonostante il profondo rispetto e la tentazione di guidare la selezione azzurra, l’ex allenatore del Manchester City ha scelto di rispettare i propri piani originali e concedersi un anno sabbatico.
Guardiola CT Italia, i motivi del no
Il rifiuto non è legato ad aspetti economici o progettuali. Dopo la lunga esperienza al City e il precedente ciclo al Bayern Monaco, l’allenatore catalano sente l’esigenza di staccare la spina per dedicarsi interamente alla famiglia e alla vita privata, replicando la pausa già presa nel 2012.
Il pressing del presidente federale Giovanni Malagò, del direttore tecnico Paolo Maldini e dell’advisor Leonardo aveva portato l’allenatore a prendere tempo. La FIGC aveva persino garantito uno staff operativo di altissimo livello per alleggerirgli i carichi di lavoro quotidiani, ma la volontà di riposare ha avuto la meglio.
Maldini accelera: Andrea Pirlo in cima alla lista
Tramontata la pista che avrebbe portato a vedere Pep Guardiola come CT dell’Italia, la dirigenza federale ha impresso una forte accelerazione sulla prima alternativa. Il profilo in cima alle preferenze di Maldini e Leonardo è quello di Andrea Pirlo.
Attualmente alla guida dello United FC di Dubai, Pirlo viene individuato come la figura ideale a cui affidare la rifondazione della Nazionale attraverso un percorso a medio-lungo termine. La risoluzione del contratto con il club degli Emirati Arabi Uniti non dovrebbe rappresentare un ostacolo e potrebbe concretizzarsi già nelle prossime ore.
Superate le alternative Mancini e Conte
La linea tracciata dal direttore tecnico e da Leonardo sembra dunque prevalere sulle altre opzioni caldeggiate all’interno delle istituzioni sportive. La Lega Serie A propendeva per un ritorno di Antonio Conte, mentre il presidente Malagò guardava con favore alla pista Roberto Mancini.
L’assenza di contatti recenti con i due ex commissari tecnici conferma come tutte le attenzioni della FIGC siano ormai concentrate sulla chiusura dell’accordo con Pirlo.
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