Allegri Napoli: “Qui per restituire gli Scudetti. De Bruyne? Straordinario”
Il tecnico toscano eredita la squadra da Conte e punta in alto su tutti i fronti. Nel corso della conferenza, ADL annuncia il progetto per il nuovo stadio nell'area Q8 da 70mila posti.
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Nella maestosa e storica cornice del Teatro San Carlo, è iniziata ufficialmente l’avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina azzurra. Accompagnato dal presidente Aurelio De Laurentiis, dall’amministratore delegato Andrea Chiavelli e dal direttore sportivo Giovanni Manna, il nuovo tecnico ha delineato le ambizioni per la stagione del Centenario, strappando applausi e sorrisi alla platea.
Tra battute, pragmatismo e dichiarazioni d’intenti, l’allenatore livornese non si è nascosto, tracciando la rotta per un Napoli chiamato a confermarsi ai vertici in Italia e in Europa.
Allegri Napoli, l’emozione del debutto e l’eredità di Conte
Visibilmente colpito dalla location (“È il teatro più antico del mondo, un po’ di emozione è normale”), Allegri ha subito messo in chiaro il suo approccio, sottolineando l’importanza della costanza di rendimento per arrivare a primavera ancora in corsa per tutti gli obiettivi: Campionato, Champions e Coppa Italia.
Per il tecnico si tratta del secondo “passaggio di consegne” in carriera con Antonio Conte, dopo l’esperienza alla Juventus:
“Eredito una squadra che sicuramente è abituata a lavorare. Conte ha dimostrato tutto il suo valore in carriera, sono fortunato ed è già la seconda volta che mi capita. Speriamo sia di buon auspicio.”
Alla pungente domanda sui vecchi campionati contesi alla guida della Juventus e sulle delusioni inflitte in passato alla piazza azzurra, Allegri ha risposto con la consueta ironia toscana, scatenando l’ovazione della sala: “Sono venuto apposta per restituire! La rosa è forte, bisogna lavorare”.
Tattica, cazzimma e il giudizio su De Bruyne
Interrogato sul modulo, sul celebre “corto muso” e sulla gestione della rosa, Allegri ha confermato la sua flessibilità tattica, ribadendo che saranno i giocatori a dettare il sistema di gioco e non viceversa. Un passaggio obbligato è stato dedicato a Kevin De Bruyne, il cui impiego tattico è stato spesso oggetto di dibattito:
“Fatemelo allenare e vedere” – ha precisato il mister – “Sicuramente sa giocare discretamente bene al calcio ed è già un vantaggio. All’andata a Milano contro di me fece una buona gara, è un giocatore straordinario”.
Sulla necessità di avere la proverbiale cazzimma partenopea per affrontare la stagione del Centenario, l’allenatore non ha dubbi: “Una sana follia e la cazzimma sono necessarie, ti aiutano anche nella vita in generale. È un anno in cui tutti dobbiamo avere una responsabilità in più”.
Il mercato e l’abbondanza in attacco: parla Manna
Durante la conferenza c’è stato spazio anche per fare il punto sulle strategie di mercato. Se Allegri si è detto orgoglioso di essere definito un “aziendalista” e ha rimandato le valutazioni sui rinforzi a dopo il ritiro di Dimaro, il ds Giovanni Manna ha chiarito la situazione legata al sovraffollamento del reparto offensivo.
Il direttore sportivo ha ripercorso le complicate tappe dell’ultimo anno, fortemente condizionate dalle condizioni cliniche di Romelu Lukaku, spiegando così la necessità di allargare il roster dei centravanti con caratteristiche diverse:
“Partiamo con Hojlund, Lukaku, Lucca e Giovane. Poi il mister farà le valutazioni e ci faremo trovare pronti.”
Manna ha inoltre confermato il rinnovo contrattuale a lungo termine per il talento di casa Antonio Vergara, premiato per i valori identitari e tecnici dimostrati sul campo.
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