Giornata Mondiale delle Patatine Fritte: il 13 luglio si celebra il tubero più amato
Dal "cuoppo" fritto napoletano ai fast food internazionali, la patata nella sua veste più golosa mette d'accordo tutto il mondo. Scopriamo le origini contese di questo piatto e le varietà migliori per una frittura perfetta.
Immagine gratuita Pixabay
Sebbene le Nazioni Unite abbiano recentemente istituito l’International Day of Potato a fine maggio per celebrare il tubero dal punto di vista agricolo e nutrizionale, per i più golosi la vera data da segnare sul calendario è oggi, 13 luglio. In tutto il mondo si festeggia infatti il National French Fry Day, la giornata mondiale dedicata alla regina indiscussa dello street food e del comfort food: la patatina fritta.
Che siano a bastoncino, a spicchi, a sfoglia o servite nel tradizionale “cuoppo” caldo tra i vicoli di Napoli, le patatine fritte sono un patrimonio gastronomico universale capace di unire intere generazioni.
Francia o Belgio? La storica disputa sulle origini
Nonostante il nome internazionale French Fries (patatine francesi) faccia propendere per un’origine transalpina, la paternità di questo piatto è al centro di una secolare e accesa disputa europea.
- La versione belga: I belgi rivendicano l’invenzione della patatina fritta facendola risalire alla fine del 1600. Secondo la tradizione, gli abitanti della valle della Mosa, abituati a friggere piccoli pesci, durante i rigidi inverni in cui il fiume ghiacciava iniziarono a tagliare le patate a forma di pesce e a friggerle nel grasso animale.
- La versione francese: I francesi, dal canto loro, sostengono che le primissime patatine fritte siano nate a Parigi alla fine del 1700, vendute dai venditori ambulanti sui carretti del Pont Neuf subito dopo la Rivoluzione Francese.
L’equivoco del nome French Fries si diffuse molto probabilmente durante la Prima Guerra Mondiale, quando i soldati americani in Belgio assaggiarono il piatto e, sentendo la popolazione locale parlare in francese, le ribattezzarono “patatine francesi”.
Il segreto della croccantezza: la doppia frittura
Il vero segreto per ottenere patatine fritte dorate fuori e morbidissime dentro non risiede solo nell’olio, ma nel metodo di cottura. La tecnica perfetta, adottata dai migliori chef e dalle tradizionali friterie belghe, prevede una doppia frittura:
- Sbianchitura (prima frittura): Le patate tagliate vengono fritte in olio a circa 150°C per 5-6 minuti. In questa fase la patata si cuoce all’interno senza colorarsi troppo.
- Riposo: Le patatine vengono scolate e lasciate raffreddare completamente (spesso a temperatura ambiente o in frigorifero).
- Doratura (seconda frittura): Poco prima di servirle, vengono tuffate in olio bollente a 180°C – 190°C per un paio di minuti, ottenendo così l’inconfondibile crosticina esterna.
Le migliori varietà di patate per friggere
Non tutte le patate sono uguali. Per resistere alle alte temperature dell’olio senza sfaldarsi e senza assorbire troppo grasso, è fondamentale scegliere patate a pasta gialla o specifiche per frittura, caratterizzate da una polpa soda e un basso contenuto di acqua e zuccheri.
| Varietà | Caratteristiche principali |
| Agria | Considerata la regina della frittura. Ha una pasta gialla molto compatta e garantisce una croccantezza duratura. |
| Bintje | La patata preferita in Belgio. Ovale, con polpa chiara e farinosa al punto giusto per un interno morbido. |
| Kennebec | Patata a pasta bianca molto soda, ideale per il taglio a bastoncino grazie all’ottima tenuta in cottura. |
| Spunta | Molto diffusa in Italia, ottima versatilità e buona resa anche tagliata a spicchi rustici. |
Oggi, 13 luglio, l’unico vero dovere morale è concedersi un cartoccio fumante di patatine fritte: un piacere semplice, economico e sempre capace di strappare un sorriso.
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