19 Giugno 2026

Centro per minori in una villa confiscata alla camorra nel Casertano

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beni confiscati camorra San Marcellino

Inaugurato un centro per minori in una villa confiscata. Un segnale di legalità arriva da San Marcellino, in provincia di Caserta, dove una villa un tempo appartenuta a un esponente di spicco del clan dei Casalesi è stata riconvertita in centro di accoglienza per minori in affido. L’immobile, sottratto a Giovanni Garofalo – legato al boss Michele Zagaria – è ora uno spazio dedicato alla tutela e all’educazione dei giovani.

La struttura, operativa da due mesi, ha già iniziato il suo percorso di servizio alla comunità: attualmente accoglie due minori, con l’arrivo di un terzo previsto per i prossimi giorni.

Nasce un centro per minori in un bene confiscato

Il progetto è stato realizzato grazie a un partenariato pubblico-privato. È stato finanziato dalla Regione Campania (150mila euro), riqualificato dal Comune di San Marcellino e gestito dalla cooperativa sociale Hermes sotto la supervisione di Agrorinasce.

“E’ un segnale forte per questa terra l’apertura di un centro per minori – ha affermato nel corso dell’inaugurazione il procuratore Aggiunto di Napoli Michele Del Prete e responsabile Dda per le indagini sui clan casertani – che dimostra come la legislazione italiana in tema di beni sequestrati e confiscati e riutilizzo degli stessi sia tra le migliori, e tra le più osservate all’estero. E ciò nonostante spesso qualche appartenente alla compagine governativa tenti di sminuirne l’efficacia”.

“Da simbolo del potere criminale l’immobile diventa oggi un presidio di inclusione, educazione e tutela. In questo percorso si inserisce anche il progetto del nuovo Centro Sportivo Polivalente nell’ex Euromilk, ulteriore esempio di restituzione sociale di patrimoni sottratti alla criminalità”, queste le parole di Anacleto Colombiano, sindaco di San Marcellino e presidente della Provincia di Caserta.

La sinergia tra enti locali e realtà come Agrorinasce, presieduta da Antonietta Troncone, dimostra come la collaborazione sia l’unica strada per rispondere ai bisogni del territorio. Giovanni Allucci, AD di Agrorinasce, ha evidenziato come investire in queste strutture significhi scommettere sul “benessere e il futuro delle nuove generazioni”.

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