12 Giugno 2026

Gianni Infantino provoca l’Italia fuori dai mondiali: “Con 2028 si riuscirebbe a qualificare?”

Dura provocazione del presidente FIFA Gianni Infantino sull'Italia e l'esclusione dai Mondiali. Ecco cosa ha detto sul nuovo formato e sulla Nazionale azzurra

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Gianni Infantino fa una battuta sulla mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali

Gianni Infantino, Italia fuori dal Mondiale anche con 208 squadre? Il fischio d’inizio della Coppa del Mondo sancisce ufficialmente l’avvio del torneo calcistico più atteso, ma a far discutere nelle ultime ore non sono state soltanto le sfide sul rettangolo verde. A catturare l’attenzione dei media e dei tifosi è stata una dichiarazione ironica, e al tempo stesso pungente, rilasciata dal presidente della FIFA Gianni Infantino.

Nel corso di un’intervista legata alla presentazione del nuovo formato della competizione, il numero uno del calcio mondiale ha commentato l’allargamento del torneo a 48 nazionali. Ha poi riservato una stoccata non troppo velata alla Nazionale azzurra, grande assente per la terza volta consecutiva alla fase finale della rassegna iridata.

La provocazione di Gianni Infantino sul nuovo formato del torneo

Analizzando l’evoluzione della Coppa del Mondo, che per la prima volta nella storia vede la partecipazione di 48 squadre divise nei gironi, Gianni Infantino ha espresso la propria soddisfazione per un format che garantisce maggiore inclusività globale e permette a federazioni storicamente escluse di vivere il sogno mondiale.

Tuttavia, parlando delle modifiche strutturali ai microfoni della stampa, il presidente non ha resistito alla tentazione di lanciare una frecciata al sistema calcistico italiano. Alla domanda su una possibile e ulteriore espansione futura del tabellone, Infantino ha risposto sorridendo:

“La proposta è stata analizzata dal Consiglio FIFA, ma per il momento concentriamoci su questa straordinaria prima edizione a 48 squadre. Certo, se passassimo a 64 partecipanti, forse l’Italia riuscirebbe a qualificarsi… Anzi, potremmo persino decidere di allargare il torneo a 208 squadre, così da essere matematicamente sicuri della presenza degli Azzurri”.

Una battuta che ha immediatamente scatenato un acceso dibattito tra gli addetti ai lavori e i sostenitori della Nazionale. Se da un lato l’ironia riflette il dato oggettivo della clamorosa striscia di mancate qualificazioni (l’ultima presenza dell’Italia in una fase finale risale ormai a Brasile 2014), dall’altro le reazioni istituzionali e social non si sono fatte attendere.

Il legame complesso tra Infantino, l’Italia e la delusione azzurra

L’asse che unisce Infantino Italia e la FIFA è storicamente solido, ma le recenti dinamiche sportive hanno reso i rapporti più tesi sul piano dell’immagine. Lo stesso presidente aveva spento definitivamente le residue speranze dei tifosi confermando che “non c’è mai stata alcuna reale possibilità di un ripescaggio per l’Italia”. Smentite categoricamente le indiscrezioni giornalistiche legate alle vicende burocratiche di altre federazioni (come l’Iran).

Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha cercato di gettare acqua sul fuoco spiegando che l’orizzonte programmatico del club Italia deve ormai guardare al 2030. Le parole del vertice FIFA lasciano comunque l’amaro in bocca a un intero movimento calcistico che fatica a ritrovare la propria dimensione d’élite.

L’allargamento della Coppa del Mondo: inclusività o calo del livello qualitativo?

Al di là della provocazione diretta al calcio italiano, il focus di Gianni Infantino rimane orientato alla monetizzazione e alla globalizzazione del brand calcistico. Il nuovo formato a 48 squadre ha aperto le porte a nazionali debuttanti come Capo Verde, Giordania, Uzbekistan e Curaçao, che hanno guadagnato il pass sul campo regalando una ventata di freschezza al torneo.

Le critiche degli scettici rimangono legate alla densità del calendario e al rischio di assistere, soprattutto nei gironi, a partite dal basso profilo tecnico. Nonostante le perplessità dei puristi del pallone, la linea della FIFA tracciata da Infantino è ormai chiarissima. Lo spettacolo deve ampliarsi ancora, accogliendo quanti più mercati e tifosi possibili in tutto il mondo.

Resta da capire se il binomio InfantinoItalia tornerà a incrociarsi sul campo nel prossimo futuro o se gli Azzurri dovranno subire ancora a lungo l’ironia dei vertici internazionali.

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