Aumento accise sul diesel: sconti prorogati al 6 giugno ma dimezzati
Il Consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto per contenere i prezzi alla pompa: confermato il mini-taglio sulla benzina, ma per il gasolio il parziale ripristino dell'aliquota si traduce in un rincaro immediato.
Immagine di repertorio
Aumento accise – Nuova mossa del Governo per ridefinire i costi energetici alla pompa, introducendo però una novità che peserà in maniera significativa sulle tasche dei possessori di auto diesel. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo Decreto Carburanti, che estende l’applicazione del taglio parziale delle imposte fino al 6 giugno 2026. Dietro la proroga dello sconto si cela tuttavia un aumento accise automatico per il gasolio, dovuto alla forte riduzione del beneficio statale precedentemente in vigore.
Aumento accise, cosa cambia al distributore: la stangata sul gasolio
Il provvedimento, pur garantendo una temporanea continuità alla struttura dei prezzi calmierati, rimodula l’entità del bonus fiscale, determinando un immediato ritocco all’insù per i listini del diesel:
- Benzina verde: Non subisce variazioni. Viene confermato lo sconto ridotto di 5 centesimi di euro al litro (circa 6,1 centesimi includendo l’effetto IVA), bloccando il prezzo medio nazionale di pochissimo sotto la soglia critica dei 2 euro.
- Gasolio (Diesel): È qui che si registra il vero e proprio aumento accise. Il taglio fiscale viene infatti dimezzato, passando da 20 a soli 10 centesimi di euro al litro (l’aliquota sale da 472,90 a 572,90 euro per mille litri). All’atto pratico, considerando l’IVA, il prezzo alla pompa del diesel subisce un rincaro immediato di circa 12 centesimi, spingendo la media nazionale stabilmente oltre i due euro al litro.
- GPL e Metano: Le aliquote agevolate restano confermate anche per le altre tipologie di alimentazione (GPL, metano per autotrazione e biocarburanti HVO) per non destabilizzare ulteriormente l’intera filiera dei trasporti.
Coperture finanziarie e aiuti all’autotrasporto
Il mantenimento degli sconti, seppur ridotti, comporta un onere valutato in circa 133,8 milioni di euro per il solo anno 2026. Per recuperare le risorse necessarie senza intaccare i saldi di bilancio, l’esecutivo ha attinto ai risparmi derivanti dai tagli lineari ai ministeri e ai fondi di riserva del MEF.
Al fine di disinnescare i malumori legati all’aumento accise sul gasolio, che rischiava di paralizzare il comparto della logistica, il decreto ha introdotto misure di compensazione. Per evitare lo sciopero nazionale dei TIR sono stati stanziati 300 milioni di euro complessivi a favore delle imprese di autotrasporto sotto forma di credito d’imposta per il periodo marzo-giugno. Inoltre, a partire dal 1° ottobre 2026, i tempi burocratici per i rimborsi delle accise sui veicoli pesanti verranno dimezzati, passando da 60 a 30 giorni tramite istanza esclusivamente telematica.
Fondi per l’agricoltura e tregua fiscale per le Partite IVA
Il raggio d’azione del decreto tocca anche il comparto agricolo, fortemente penalizzato dalle tensioni geopolitiche internazionali che hanno fatto lievitare i costi produttivi. Il ministero ha annunciato uno stanziamento di 100 milioni di euro strutturato tramite crediti d’imposta dedicati per l’acquisto di carburante e fertilizzanti. Infine, per concedere una boccata d’ossigeno alle partite IVA colpite indirettamente dai rincari energetici, la scadenza per i versamenti fiscali del 30 giugno è stata ufficialmente prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.
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