21 Maggio 2026

Gelsomina Verde: condannato il padre di uno dei killer, minacce alla madre

Wikimedia Commons

Gelsomina Verde

Nuovo capitolo giudiziario legato alla tragica vicenda di Gelsomina Verde, la giovane di 21 anni assassinata durante la faida di Scampia nel 2004.

Nella giornata di oggi il tribunale ha condannato Paolo De Lucia, padre di Luigi De Lucia, ritenuto tra gli autori dell’omicidio della ragazza.

L’uomo dovrà scontare una pena di un anno, un mese e dieci giorni di reclusione per le gravi minacce rivolte ad Anna Lucarelli, madre di Gelsomina Verde. Secondo quanto emerso nel processo, le intimidazioni sarebbero avvenute sotto l’abitazione della donna durante il procedimento giudiziario legato all’omicidio della figlia.

“Farai la stessa fine di tua figlia”

Gli inquirenti hanno considerato molto pesanti le frasi pronunciate nei confronti della madre della vittima. Paolo De Lucia avrebbe minacciato Anna Lucarelli dicendole: “Ti devo far fare la stessa fine di tua figlia” e “Diventerò il tuo incubo”.

La denuncia presentata dalla donna ha dato avvio al procedimento conclusosi con la sentenza emessa oggi. Al momento della condanna, Paolo De Lucia risultava già detenuto per altri procedimenti giudiziari.

La vicenda aveva suscitato forte indignazione anche perché le minacce sarebbero arrivate durante il processo che aveva portato, un anno fa, alla condanna a 30 anni di carcere per Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi. I due erano ritenuti componenti del commando responsabile dell’omicidio della giovane.

La storia di Gelsomina Verde

Gelsomina Verde venne sequestrata e uccisa il 21 novembre 2004 nel pieno della sanguinosa faida di Scampia tra il clan Di Lauro e gli Scissionisti. Secondo le ricostruzioni investigative, la ragazza sarebbe stata presa di mira perché i killer volevano ottenere informazioni su Gennaro Notturno. L’uomo, conosciuto come “‘o Sarracino”, era ritenuto vicino agli Scissionisti.

La giovane aveva avuto in passato una relazione con l’uomo, ma si era allontanata da lui dopo aver scoperto i suoi legami con la criminalità organizzata. Nonostante questo, i clan la considerarono un possibile collegamento utile per rintracciarlo.

Gelsomina Verde fu torturata e uccisa. Successivamente il suo corpo venne dato alle fiamme all’interno della sua automobile.

Le ultime vicende giudiziarie

Negli ultimi giorni è emersa anche la richiesta di archiviazione relativa alla denuncia presentata dalla suocera di Luigi De Lucia contro Francesco Verde, fratello di Gelsomina, accusato di aggressione.

La storia della giovane continua a rappresentare una ferita aperta per il quartiere di Scampia e per tutta Napoli, diventando nel tempo simbolo delle vittime innocenti della camorra e della battaglia delle famiglie che chiedono giustizia e memoria.

Per approfondire il lavoro delle associazioni impegnate nella lotta alle mafie e nella tutela della memoria delle vittime innocenti è possibile consultare il sito di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

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