28 Marzo 2026

Epatite A, epidemia si allarga: Campania, Lazio e Puglia le regioni più colpite

Il nuovo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità lancia l'allarme: contagi in crescita verticale a causa dei frutti di mare contaminati. In Campania oltre cento casi in dieci settimane.

immagine della pagina Facebook "Nessuno Tocchi Ippocrate"

Epatite A Napoli

Non è più un fenomeno circoscritto al solo capoluogo campano. Secondo l’ultimo rapporto del sistema di sorveglianza SEIEVA, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’epidemia di Epatite A sta cambiando marcia, estendendosi in modo preoccupante a tre regioni chiave: Campania, Lazio e Puglia.

Mentre i dati nazionali mostrano una confortante diminuzione per le epatiti B e C, il virus HAV (Epatite A) e il virus HEV (Epatite E) registrano una controtendenza che mette in stato di allerta le autorità sanitarie.

Campania epicentro dei contagi

La Campania si conferma il cuore pulsante di questa ondata epidemica. Nelle prime dieci settimane del 2026, la regione ha segnalato oltre cento casi, un dato che incide pesantemente sulla statistica nazionale. Il fattore scatenante principale rimane il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, veicolo primario per la trasmissione del virus in queste aree costiere.

Sintomi e decorso: come riconoscere l’infezione

L’Epatite A ha un periodo di incubazione piuttosto lungo, che oscilla tra i 15 e i 50 giorni, rendendo spesso difficile tracciare con esattezza l’alimento contaminato.

I sintomi si manifestano in due fasi:

  • Fase iniziale (simil-influenzale): Febbre, forte stanchezza, inappetenza e malessere generale.
  • Fase acuta: Comparsa di nausea, vomito e dolori addominali localizzati nella parte destra.
  • Segnali inequivocabili: Il segno clinico più tipico è l’ittero (ingiallimento di pelle e sclere oculari), accompagnato da urine molto scure e feci chiare.

Prevenzione e rischi: l’importanza del monitoraggio

Sebbene l’Epatite A non tenda a diventare cronica e raramente risulti letale, il monitoraggio medico è essenziale per prevenire complicazioni epatiche che, seppur rare, possono rivelarsi gravi.

Le autorità sanitarie ribadiscono l’appello alla sicurezza alimentare: la cottura completa dei molluschi è l’unica barriera certa contro il virus HAV. La fase attuale resta di “stretta osservazione”, con un invito esteso ai cittadini di Lazio e Puglia affinché adottino le stesse cautele igieniche già raccomandate in Campania.

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