Epatite A a Napoli: 51 ricoveri al Cotugno e controlli sui mitili
Impennata di casi in Campania: la circolazione del virus è dieci volte superiore alla media. La Regione intensifica le misure di contenimento e potenzia l'offerta vaccinale gratuita.
Epatite A a Napoli – Si accendono i riflettori sulla sicurezza sanitaria in Campania. All’ospedale Cotugno di Napoli si registra un significativo incremento dei ricoveri per Epatite A: sono attualmente 51 i pazienti in reparto, a cui si aggiungono altri nove soggetti in osservazione presso il pronto soccorso infettivologico. Numeri che, seppur definiti “non epidemici” dai responsabili medici, descrivono una diffusione del virus decisamente superiore alla norma.
Epatite A a Napoli, il profilo dei pazienti e la causa probabile
Secondo quanto riferito da Raffaele Di Sarno, responsabile del reparto, i pazienti hanno un’età media compresa tra i 30 e i 40 anni. Nella maggior parte dei casi si tratta di epatiti non complicate, ma la preoccupazione resta alta per la rapidità del contagio. Il comune denominatore tra molti dei ricoverati sarebbe il consumo di mitili crudi, abitudine alimentare che dopo le festività natalizie e l’inizio del nuovo anno sembra aver innescato il picco di infezioni.
Dati shock: circolazione del virus 10 volte sopra la media
Le statistiche fornite dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Napoli 1 Centro sono emblematiche: la circolazione del virus dell’Epatite A risulta essere dieci volte superiore alla media degli ultimi dieci anni e addirittura 41 volte superiore rispetto all’ultimo triennio. Dall’inizio del 2026 si contano circa 150 casi totali. Non mancano le situazioni critiche: un uomo di 46 anni è stato recentemente trasferito d’urgenza al Cardarelli in condizioni gravi.
Il piano della Regione Campania
Di fronte a questi numeri, Palazzo Santa Lucia ha varato un piano straordinario di contenimento che si articola su tre fronti:
- Potenziamento Vaccinale: Ampliamento dell’offerta vaccinale gratuita, caldamente raccomandata a partire da un anno di età.
- Controlli sulla filiera: Ispezioni più rigide lungo tutta la catena alimentare, con campionamenti ambientali specifici sui molluschi bivalvi per individuare eventuali partite contaminate.
- Sorveglianza Molecolare: Studi approfonditi sui ceppi virali per tracciare con precisione l’origine dei focolai e monitorare gli spostamenti del virus tra Napoli e Caserta.
I consigli dei medici
Gli esperti ribadiscono l’importanza di evitare il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, poiché la cottura è l’unico metodo efficace per inattivare il virus. È inoltre fondamentale mantenere rigorose norme igieniche, come il lavaggio frequente delle mani, specialmente dopo il contatto con alimenti a rischio o in presenza di persone che manifestano sintomi quali ittero (pelle gialla), nausea e febbre.
(Immagine di repertorio)
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