24 Febbraio 2026

Invalsi: in calo la quota di studenti che raggiunge i traguardi previsti

Invalsi: in calo la quota di studenti che raggiunge i traguardi previsti

Invalsi: in calo la quota di studenti che raggiunge i traguardi previsti – Dati, confronti, analisi posti al centro nella giornata di ieri presso l’Università di Bergamo. Qui si sarebbe tenuto un seminario “Leggere i dati per capire la scuola: evidenze Invalsi e strategie contro la dispersione scolastica”. Al centro dell’incontro la presentazione dei dati Invalsi 2025 della provincia e a un confronto tra analisi e pratiche di prevenzione della dispersione.

Nella relazione del ricercatore sono stati illustrati alcuni indicatori chiave relativi al termine del primo ciclo e al termine del secondo ciclo. Presentate anche le misure di dispersione implicita e ai risultati eccellenti.

I dati restituiscono una fotografia degli apprendimenti lungo l’intero percorso scolastico. L’analisi dei livelli di apprendimento evidenzia una realtà complessa e sfaccettata: da un lato una quota significativa di studenti raggiunge pienamente i traguardi previsti, dall’altro una serie di situazioni richiedono un rafforzamento degli apprendimenti di base”.

Nelle medie è stato testato il “grado 8”, ovvero la terzia media. Nel 2024/25, la quota di studenti che raggiunge i traguardi previsti in provincia di Bergamo è il 63% in Italiano e il 64% in Matematica. Sul versante dell’Inglese, la quota di studenti che raggiunge i traguardi è 88% in Reading e 82% in Listening. Il quadro storico (dal 2017/18) evidenzia una tenuta più marcata nelle competenze di inglese e un andamento più oscillante in italiano e matematica.

Invalsi: in calo la quota di studenti che raggiunge i traguardi previsti nella scuola secondaria di I e II grado

Anche alle superiori, sul grado 13 (il quinto anno) nel 2024/25 la quota di studenti che raggiunge i traguardi previsti è 67% in Italiano e 68% in Matematica. Per l’inglese, 68% in Reading e 59% in Listening. Nella serie storica presentata, dopo segnali di recupero nel 23/24, nel 24/25 si osserva una flessione in più ambiti.

Le prove Invalsi non sono uno strumento di classificazione, ma uno dei tanti dispositivi di conoscenza a disposizione della collettività – continua Barabanti -. La disponibilità di microdati consente ai dirigenti scolastici  di individuare punti di forza e criticità, orientando in modo mirato le scelte didattiche. I numeri rappresentano uno strumento prezioso anche per i decisori politici: offrono una base confrontabile per programmare interventi, allocare risorse, progettare politiche di contrasto alla dispersione e di promozione dell’eccellenza. La funzione delle rilevazioni è proprio questa: fornire evidenze solide per sostenere scelte consapevoli”.

Un focus specifico ha riguardato la dispersione scolastica implicita, definita come la condizione di studenti che conseguono il titolo atteso ma non raggiungono i traguardi minimi di apprendimento (un fenomeno distinto dalla dispersione ‘esplicita’). Per la Bergamasca, la quota di studenti a rischio di dispersione implicita al termine del primo ciclo scende fino al 7,0% nel 2024/25 (dal 9,7% registrato nel 2020/21). Per il termine del secondo ciclo, l’indicatore si attesta al 2,6% nel 2024/25 (dopo l’1,3% del 2023/24), evidenziando oscillazioni contenute ma da monitorare.

Inoltre, accanto al tema della fragilità, i dati hanno mostrato anche la quota di studenti con risultati eccellenti. Nel 2024/25, per Bergamo e provincia la quota di studenti eccellenti risulta 21,6% al termine del primo ciclo e 21,6% al termine del secondo ciclo. Nel confronto storico, i valori risultano complessivamente superiori alla media nazionale lungo la serie presentata, pur con una contrazione nell’ultimo anno osservato.

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