Bimbo cuore bruciato: gli esperti si esprimono sul nuovo trapianto
Aggiornamento shock sul caso del bimbo cuore bruciato a Napoli: il Monaldi stoppa il nuovo trapianto. Condizioni incompatibili nonostante l'organo disponibile
Bimbo cuore bruciato Napoli. Arriva una decisione drammatica dal consulto medico dell’Ospedale Monaldi di Napoli: il piccolo di soli due anni e mezzo vittima di un trapianto con un organo danneggiato lo scorso dicembre non potrà essere sottoposto a un nuovo intervento. Nonostante la disponibilità di un cuore compatibile emersa nelle ultime ore, il pool di esperti ha stabilito che il quadro clinico del paziente è troppo compromesso.
Bimbo cuore bruciato, il verdetto del maxiconsulto: condizioni non compatibili
Dopo un’attenta analisi la risposta è stata negativa. La decisione ha coinvolto i luminari del Bambino Gesù di Roma e specialisti provenienti da Padova, Bergamo e Torino. Il team di esperti ha sancito che lo stato di salute attuale del bimbo non permette di affrontare i rischi di una nuova operazione chirurgica.
L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha confermato la notizia attraverso una nota ufficiale:
“Sulla base degli ultimi accertamenti strumentali e delle valutazioni effettuate direttamente al letto del piccolo, si è determinato che le condizioni generali non sono compatibili con un secondo trapianto di cuore.”
La notizia arriva in un momento di estrema tensione emotiva. Nella serata del 17 febbraio, si era infatti reso disponibile un organo compatibile che avrebbe potuto rappresentare l’ultima spiaggia. L’avvocato della famiglia aveva riferito che, nonostante le probabilità di successo fossero stimate dai medici intorno al 10%, la madre del piccolo era pronta a tentare il tutto per tutto pur di salvare il figlio.
Tuttavia, il rischio clinico è stato giudicato insormontabile dai chirurghi, che hanno dovuto dare priorità alla stabilità, seppur critica, del bambino in terapia intensiva.
Inchiesta in corso sul precedente errore
Mentre il Centro Nazionale Trapianti è stato ufficialmente informato della decisione, proseguono senza sosta le indagini per accertare le responsabilità del primo intervento. Il caso del bimbo cuore bruciato resta al centro del dibattito nazionale. Si riflette soprattutto sulle modalità con cui l’organo originale è arrivato a Napoli. Poiché gravemente deteriorato, si ipotizza un errato confezionamento con ghiaccio secco.
La Direzione Strategica del Monaldi ha espresso profonda vicinanza ai genitori, che restano in attesa di capire quali saranno le prossime terapie palliative o di supporto per il loro bambino.
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