16 Febbraio 2026

Orrore nel casertano, bufale decapitate e smaltite illecitamente

Gravi violazioni sanitarie e ambientali. Scoperto sistema illegale per occultare le carcasse degli animali.

PIXABAY

Bufalo

BUFALE DECAPITATE CASERTANO – Una macabra scoperta ha portato al sequestro preventivo di un’azienda zootecnica a San Tammaro, nella provincia di Caserta. L’operazione, condotta dai Carabinieri Forestali, ha svelato una gestione agghiacciante e illegale delle carcasse animali, mettendo in luce gravi violazioni delle norme igienico-sanitarie e ambientali.

Bufale decapitate nel casertano: le indagini e le scoperte shock

L’indagine è scattata a seguito di controlli mirati alla tutela del territorio e della salute pubblica. Secondo quanto emerso, l’azienda non smaltiva le carcasse dei bufali seguendo le procedure certificate previste dalla legge. Al contrario, i resti erano gestiti in modo barbaro:

  • Decapitazione dei capi: I bufali morti venivano privati della testa per impedirne l’identificazione tramite i marchi auricolari (i sistemi di tracciabilità obbligatori).
  • Smaltimento illegale: abbandonavano le carcasse in aree non idonee o, in alcuni casi drammatici, date in pasto ai cani dell’azienda stessa.
  • Inquinamento: Oltre alla crudeltà verso gli animali, è stato rilevato un gravissimo rischio di contaminazione del suolo e delle falde acquifere dovuto alla decomposizione incontrollata dei resti organici.

I provvedimenti: sequestro e denunce

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) ha apposto i sigilli all’intera struttura. I titolari dell’azienda agricola devono ora rispondere di diverse accuse pesanti, tra cui:

  1. Gestione illecita di rifiuti speciali (le carcasse animali sono classificate come tali).
  2. Maltrattamento di animali e violazione delle norme sul benessere zootecnico.
  3. Violazione delle norme di polizia veterinaria e tracciabilità alimentare.

La mancanza di tracciabilità dei capi morti solleva dubbi non solo sulla gestione etica, ma anche sulla sicurezza della filiera produttiva dell’azienda, poiché l’eliminazione dei marchi auricolari impedisce di risalire a eventuali malattie pregresse degli animali.

Fonte: Fanpage.it

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