Crisi Stellantis Pomigliano, Trasnova licenzia 53 operai
La società ha ripreso i licenziamenti congelati lo scorso dicembre. I lavoratori chiedono l' intervento urgente delle istituzioni
Fonte: Wikimedia commons
CRISI STELLANTIS POMIGLIANO. Il polo automobilistico di Pomigliano d’Arco affronta una nuova emergenza occupazionale. Con la scadenza dell’ultima proroga tecnica, l’azienda Trasnova, attiva nella logistica per lo stabilimento Stellantis, ha ufficializzato il licenziamento di 53 lavoratori.
La notizia segna, dunque, un punto di rottura drammatico per le famiglie coinvolte, che ora chiedono un intervento urgente delle istituzioni.
Crisi Stellantis Pomigliano: la fine della commessa e l’impatto sociale
La vertenza nasce dalla cessazione dei servizi logistici che Trasnova operava per conto di Stellantis. Nonostante i tentativi di mediazione dei mesi scorsi, la mancata integrazione dei lavoratori nel nuovo assetto produttivo o in altre realtà dell’indotto ha portato all’epilogo più temuto: la mobilità.
- Settore: Logistica automotive.
- Dipendenti coinvolti: 53 unità.
- Situazione attuale: Rapporti di lavoro cessati alla scadenza della proroga.
L’appello alle istituzioni: “Fico ci aiuti”
I rappresentanti dei lavoratori e i sindacati hanno rivolto un appello accorato a Roberto Fico, già Presidente della Camera, affinché possa intercedere e portare la questione ai massimi livelli governativi. La richiesta è chiara: non spegnere i riflettori su una crisi che rischia di essere solo la punta dell’iceberg per l’indotto campano.
“Non possiamo accettare che decine di famiglie restino senza reddito in un territorio già duramente provato. Serve un piano di ricollocamento concreto e immediato.” — Sintesi delle dichiarazioni sindacali.
Il futuro di Stellantis e dell’indotto a Napoli
La vicenda Trasnova riaccende il dibattito sul futuro della produzione a Pomigliano d’Arco. Mentre Stellantis riorganizza i propri processi interni, il destino delle aziende fornitrici appare sempre più incerto. La preoccupazione dei sindacati riguarda, in particolare, la tenuta sociale dell’area nord di Napoli, storicamente legata ai ritmi della fabbrica di auto.
Fonte: Fanpage.it
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