Sanremo 2026, l’annuncio di Carlo Conti: “Sono al quinto festival, numero perfetto per smettere”
Sanremo 2026, l'ultimo Festival di Carlo Conti: "E' stato fatto un grande lavoro in questi 12 anni, però ogni tanto è bello anche cambiare"
Fonte: screenshot video Youtube
SANREMO 2026 – La kermesse più attesa d’Italia si avvicina e il direttore artistico, Carlo Conti, ha deciso di rompere il silenzio. Ospite di Massimo Giletti su Rtl 102.5, il conduttore toscano ha affrontato i temi caldi che stanno infiammando il dibattito pre-Festival: dalle polemiche politiche sulla libertà artistica al caso Pucci, fino all’annuncio sul suo futuro all’Ariston.
Carlo Conti sul caso del comico Pucci
Il direttore artistico si è espresso in merito al caso del comico Andrea Pucci: “Tutti noi che abbiamo fatto la direzione artistica abbiamo assoluta carta bianca. Nessuno si permette di interferire. Se facciamo degli errori, se ho fatto degli errori, sono soltanto per colpa mia. Nessuno si permette di dirmi chi prendere o chi non prendere, e lo dico con grande forza. Questo vale sia per le precedenti edizioni con altri governi, sia per questa con l’attuale”.
Quella di Pucci, secondo quanto affermato da Conti, pare sia stata “una scelta del tutto autonoma“: “Pucci è uno che è stato premiato all’Arena di Verona per gli incassi, è stato ospite in innumerevoli trasmissioni, è andato a Zelig e non è mai successo niente”.
“È chiaro che il Festival di Sanremo è nell’occhio del ciclone e si viene tirati un po’ tutti per la giacca. È un’occasione per parlare o sparlare. Spero che con l’inizio del Festival si torni a palare solo delle canzoni”, ha sottolineato Conti.
L’intera kermesse quest’anno sarà un tributo a Pippo Baudo: il direttore artistico ha svelato che il pubblico percepirà questa dedica fin dalla sigla iniziale, un atto d’amore verso chi ha plasmato il Festival moderno.
Sanremo 2026: l’addio di Carlo Conti
“Sono al quinto festival numero perfetto per smettere. Va bene così. Negli ultimi 12 anni la direzione artistica l’abbiamo fatta in 3, 10 anni tra me e Amadeus e due di Baglioni. Insomma, si può anche cambiare”, per portare “nuove idee, nuova linfa. E’ stato fatto un grande lavoro in questi 12 anni, però ogni tanto è bello anche cambiare”.
Per la prima volta nella storia, i big in gara, Carlo Conti e la co-conduttrice Laura Pausini saranno ricevuti dal Presidente Sergio Mattarella: “È un momento importante non soltanto per il Festival ma proprio per la discografia italiana. Credo che sia un riconoscimento importante per questa discografia che sta andando sempre più forte”.
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