20 Gennaio 2026

Inps cedolino pensione febbraio 2026: aumenti in arrivo

Inps cedolino pensione, scattano gli aumenti: ecco i nuovi importi per ogni fascia e come cambia l'assegno

Wikimedia Commons

inps cedolino pensioni

Il 2026 si apre con novità importanti per il portafoglio degli oltre 16 milioni di pensionati italiani. L’INPS ha definito le linee guida per la rivalutazione delle pensioni, fissando un tasso provvisorio dell’1,4%. Il calcolo dell’aumento reale, però, non è lineare: ci sono delle variazioni a seconda del reddito e della residenza.

L’aumento dell’1,4% non viene applicato a tutti nella stessa misura. Il sistema italiano utilizza un meccanismo a “scaglioni” volto a tutelare maggiormente il potere d’acquisto delle pensioni più basse.

Inps cedolino pensione, scattano gli aumenti: i dettagli

L’aumento, in primo luogo, si applica in base alle fasce di reddito: è pari al 100% della perequazione per gli assegni fino a quattro volte il minimo Inps (che sale da 603,40 euro a 611,85 euro) e quindi l’1,4% di rivalutazione spetta per intero a chi percepisce pensioni fino a 2.413,60 euro lordi mensili.

L’aumento è invece pari al 90% della rivalutazione, ovvero l’1,26%, per le pensioni comprese tra quattro e cinque volte il minimo, quindi nella fascia tra 2.413,61 euro lordi e 3.017 euro lordi mensili. Scende invece al 75% della rivalutazione provvisoria, ovvero l’1,05%, oltre la soglia di cinque volte il minimo Inps che scatta sopra i 3.017,01 euro lordi mensili.

Sebbene la perequazione del 2026 (1,4%) sia più alta di quella dello scorso anno (0,8%), i pensionati al minimo percepiscono un beneficio reale molto contenuto. Questo accade perché nel 2025 era attivo un incremento aggiuntivo transitorio del 2,2%, scaduto a dicembre.

L’1,4% è comunque una cifra provvisoria. Il tasso definitivo, basato sull’inflazione reale registrata nell’intero 2025, verrà ufficializzato solo a fine 2026. In quell’occasione, l’INPS procederà al conguaglio: se l’inflazione sarà stata superiore all’1,4%, i pensionati riceveranno gli arretrati; in caso contrario, non si esclude un recupero delle somme erogate in eccesso.

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