Raffaella Scudiero: indagine su airbag difettoso della Citroen C3
L'incidente ad Acerra potrebbe essere stato causato da un malfunzionamento dell'airbag: la vettura era oggetto di una campagna di richiamo.
Credit Photo: profilo ufficiale Facebook Raffaella Scudiero

Raffaella Scudiero – È ancora aperta l’inchiesta sulla tragica morte di Raffaella Scudiero: la 25enne di Acerra rimasta vittima di un incidente stradale il 1° aprile.
La giovane stava andando al lavoro, in un call center di Cancello, quando la sua Citroen C3 si è scontrata con una Panda lungo via Pietrabianca. A preoccupare gli inquirenti è la possibilità che un malfunzionamento dell’airbag possa aver avuto un ruolo decisivo nel decesso.
Raffaella Scudiero: i dettagli della vicenda
Secondo le prime ricostruzioni, la Citroen rientra tra le auto coinvolte in una campagna di richiamo lanciata dalla casa automobilistica francese. L’airbag, fornito dalla giapponese Takata, potrebbe essersi deteriorato nel tempo. La deflagrazione avrebbe rilasciato un frammento metallico che ha colpito la ragazza alla gola, provocando un’emorragia fatale.
Il veicolo era stato immatricolato tra il 2011 e il 2012, inoltre, aveva cambiato più volte proprietario prima di essere acquistato dalla madre di Raffaella Scudiero. Gli investigatori della Polizia Municipale, coordinati dalla Procura di Nola, hanno disposto l’autopsia, il sequestro dei mezzi coinvolti e l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza.
Un perito tecnico ricostruirà la dinamica dell’impatto per verificare eventuali responsabilità. Attualmente risulta indagato per omicidio stradale l’uomo alla guida dell’altra auto. Ma l’attenzione resta alta sulla possibile negligenza nella gestione della campagna di richiamo, che avrebbe potuto evitare la tragedia.
L’inchiesta sulla morte di Raffaella Scudiero apre riflessioni urgenti su sicurezza stradale, difetti di fabbrica e responsabilità delle case automobilistiche.
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