11 Febbraio 2026

15enne suicida Senigallia: trovato un audio Whatsapp

Leonardo C. ha usato la pistola sottratta al papà vigile urbano per togliersi la vita

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15enne suicida Senigallia

15ENNE SUICIDA SENIGALLIA-Riaperta l’inchiesta sul suicidio di Leonardo, 15 anni. Al centro, l’audio con insulti e la pista del bullismo Senigallia. La comunità di Senigallia torna a confrontarsi con una tragedia che aveva scosso tutto il Paese. Leonardo C., ragazzo di 15 anni, si tolse la vita nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2024.

Dopo mesi di attesa, il Tribunale per i Minorenni di Ancona ha disposto la riapertura del procedimento penale, inizialmente archiviato, per fare luce sulle possibili responsabilità legate al presunto bullismo subito dal giovane. La decisione di riaprire il caso arriva in seguito a un vizio nella notifica dell’archiviazione alle parti offese, ovvero i genitori di Leonardo. La famiglia, tramite la propria avvocata, Pia Perricci, ha scoperto di non aver ricevuto informazioni adeguate sulla chiusura delle indagini, presentando così un ricorso che ha portato il tribunale a tornare sul fascicolo.

15enne suicida Senigallia: il drammatico epilogo e i nuovi elementi emersi

Il quindicenne frequentava l’istituto professionale “Alfredo Panzini” di Senigallia e, secondo i genitori, era vittima di vessazioni da parte di alcuni suoi coetanei. Il ragazzo, in una conversazione su WhatsApp con la madre, aveva scritto: “Non ce la faccio più, l’ho spiegato al prof ma lui non mi ascolta”, manifestando il profondo disagio che viveva.

Nella notte del 14 ottobre Leonardo si allontanò da casa, portando con sé la pistola d’ordinanza di servizio del padre, vigile urbano. Con quella stessa arma, poi si tolse la vita in un casale di campagna nelle vicinanze. Tra gli elementi che ora vengono valutati dall’autorità giudiziaria, figura un audio WhatsApp in cui una compagna di scuola avrebbe insultato Leonardo. Questo elemento, insieme ad alcune discrepanze ha spinto la magistratura a riprendere in mano il fascicolo.

I genitori di Leonardo hanno da tempo sostenuto che gli atti di bullismo provati non siano stati adeguatamente considerati né dalla scuola né dagli inquirenti. Proprio per questo motivo, l’avvocata della famiglia sta preparando una proposta di legge popolare per introdurre nell’ordinamento il reato specifico di bullismo.

Per avere giustizia bisogna farsi sentire

”Per avere giustizia bisogna farsi sentire”, ha dichiarato uno dei legali al processo di riapertura, sottolineando come sia fondamentale dare voce alla sofferenza di chi è vittima di episodi persecutori. La vicenda di Leonardo ha contribuito ad alimentare un dibattito più ampio sul fenomeno del bullismo e sulle responsabilità delle istituzioni nella prevenzione e nella gestione di questi episodi. L’attenzione dei media e delle associazioni civiche è rivolta ora non solo alla fase giudiziaria, ma anche alla necessità di creare meccanismi di prevenzione più efficaci e protocolli di intervento tempestivi. In attesa di nuove evidenze e delle eventuali indicazioni, l’intera comunità scolastica e civile segue con apprensione lo sviluppo di questa dolorosa vicenda.

FONTE: Il Fatto Quotidiano, Fanpage

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