Veleno, il dramma terra dei fuochi narrato al cinema

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All’interno della cornice del Napoli film festival 2017, mercoledì al cinema Hart, è stato proiettato il film Veleno, a seguito di un’interessante intervista con l’attore protagonista Massimiliano Gallo

Le immagini della nostra terra scorrono sullo schermo, ognuno di noi assiste impotente a fotogrammi che in fondo già conosce molto bene. È quanto accade allo spettatore che mercoledì ha assistito alla proiezione del film Veleno, avvenuta all’interno della cornice del Napoli film festival 2017La proiezione avviene all’interno del cinema Hart di via Crispi in una sala gremita, che pregusta anche una interessante intervista con l’attore protagonista del film Massimiliano Gallo.

Veleno, film presentato alla Mostra del cinema di Venezia, è diretto dal regista Diego Olivares, e interpretato da un cast interessante: Massimiliano Gallo, Luisa Ranieri, Salvatore Esposito, Miriam Candurro e Nando Paone. 

La storia è quella di un piccolo centro del casertano, quella della nostra terra, martoriata e mortificata da interessi camorristici senza scrupoli. La storia umana di Cosimo e Rosaria, personaggio che resistono fino all’ultimo alle pressioni del malaffare, rimettendoci se stessi: Cosimo infatti si ammala di cancro e Rosaria perderà il bambino che tanto aveva desiderato con suo marito. La vicenda di Cosimo e Rosaria si contrappone nettamente a quella di Ezio e Adele, fratello e cognata dei primi due, che cedono alle proposte dei più forti, per paura ma anche per i facili guadagni ottenuti dal losco affare. Ancora in contrapposizione appare la storia parallela dell’avvocato Rino Caradonna interpretato da Salvatore Esposito: uomo tutto d’un pezzo agli occhi altrui, ma con alle spalle una storia di sottomissione per opera dello zio e della madre, un matrimonio in frantumi e la paura di una violenza sessuale sulla pelle della figlioletta.

Il film si conclude con l’assoluto annullamento di ogni fragile certezza di ogni personaggio. La migliore conclusione avviene durante i titoli di coda: Enzo Gragnaniello con la sua musica esprime il canto dolorante e piangente di una terra avvelenata e quasi morta, che cerca la forza per rinascere.