Terra dei Fuochi, in Campania si muore (ancora) di cancro

Terra dei Fuochi
Terra dei fuochi, Regione Campania

Importante incremento della mortalità nella Terra dei Fuochi. Nei comuni più colpiti, soprattutto Acerra e Casalnuovo, appare più alta nel rispettivo centro storico

Molto di più che in altre regioni d’Italia, in Campania si muore di cancro. Attualmente, in provincia di Napoli e nel capoluogo stesso, si registra l’incremento più spaventoso dei tumori, degli ultimi vent’anni. Ad avvalorare quanto detto, ci sono dei dati ufficiali: secondo la ricerca, infatti, nelle aree della Terra dei fuochi, si è riportato un notevole aumento dei tassi di mortalità del 40 % per le donne e del 47 % per gli uomini.

È evidente che un incremento tanto importante non possa essere attribuito esclusivamente a cause fisiche, ma che sia dovuto, come gli stessi ricercatori ammettono, a fattori ambientali. Oggi giorno, numericamente si contano in Campania addirittura 90 comuni a rischio inquinamento ambientale.

Destabilizzata è dunque, la situazione nella regione, dove oramai si suole parlare di mortalità per cancro e rischio inquinamento ambientale. Ad intervenire in merito alla questione , con lo scopo di promuovere un’indagine parlamentare conoscitiva su ambiente, tumori, e malformazioni feto-natali nei territori del cosiddetto “recinto rosso”, è il senatore e docente di Ginecologia dell’Università Federico II, prof. Lucio Romano. Ai microfoni del quotidiano Il Mattino il Senatore, teso ad individuare le anomalie in precisi territori, ha espresso l’internzione di redigere una nuova mappa disegnata a cerchi concentrici, partendo proprio da quelle aree segnalate come sorgente di inquinamento e come discariche.

Emerge inoltre, che la mortalità per tumore è maggiore nei centri storici dei comuni più colpiti, soprattutto Acerra e Casalnuovo, e che è maggiore nelle zone più povere dei comuni stessi. Ciò si palesa come prova inconfutabile degli altissimi indici di deprivazione sociale della popolazione.