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Realtà virtuale ed ologrammi, l’arte a Napoli cambia forma

Realtà virtuale e ologrammi super dettagliati approdano nel territorio partenopeo! Napoli sta diventando sempre più una “smart city”

Questa mattina, presso il Centro congressi della «Federico II» in via Partenope, è stato promosso il workshop realizzato dal Databenc (Distretto ad alta tecnologia per i beni culturali) riguardante progetti del Chis (Cultural heritage information system) e del Snecs (Social network entità centri storici). Realtà virtuale, ologrammi, grafica migliorata e app sono solo alcune delle modifiche approvate per incrementare l’aspetto artistico della città partenopea.

Il prof. Massimo De Santo, responsabile scientifico del progetto, questa mattina ha dichiarato:

“Chis punta a studiare e sviluppare soluzioni innovative che diano valore al territorio in modo sostenibile, soprattutto puntando sulle diversità culturali, gli interessi, la voglia di apprendere e fare esperienza. L’infrastruttura del Chis renderà accessibile a tutti, adulti, ragazzi, bambini, diversamente abili e anziani, queste informazioni  e contribuirà ad affidare il patrimonio del nostro paese alle generazioni future.”

Ha aggiunto poi l’ingegnere Luigi Gallo, responsabile scientifico del progetto:

“Snecs nasce invece con lo scopo di raccogliere e trasmettere i contenuti artistici, archeologici, letterari attraverso l’utilizzo di nuovi canali di comunicazione, per renderli “intelligenti” e competitivi. Guardiamo alla tecnologia come a un “facilitatore” posto a supporto delle interazioni sociali, dello scambio di idee, competenze e esperienze diverse.”

Dunque obiettivo di tale progetto non solo l’incremento dell’interesse nei confronti dell’arte, ma anche un progressivo aumento del turismo e di una città sempre più “smart”. Il presidente del distretto Databenc Angelo Chianese, in seguito all’esposizione del progetto, ha dichiarato:

“Oggi non si può più non comprendere che la cultura è una risorsa capace più di altre di produrre quel valore necessario per affermarsi in un sistema globale molto competitivo. Intorno ai nodi della conoscenza, dove c’è una presenza massiva di capitale umano qualificato, si addensano le imprese ad alto valore aggiunto e quindi è più che mai urgente poter disporre di strumenti e metodi per addivenire ad una chiara e fondata valutazione del peso che l’industria della cultura e della creatività può avere sul sistema economico e produttivo.”

Conclude poi Felice Russillo, consigliere d’amministrazione del distretto Databenc:

“Mettere insieme centri di ricerca e aziende è sempre molto difficile, ma altrettanto stimolante. I risultati che abbiamo raggiunto sono molto buoni perché, per la prima volta, abbiamo assistito a una partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti. I prodotti a contenuto creativo e culturale sono gli “asset” strategici, con i quali porre in essere strategie di marketing territoriale capaci di rendere i territori competitivi sia all’interno delle regioni di appartenenza ma anche a livello nazionale e internazionale”

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