Denario romano ritrovato a Pompei: si stravolge la storia

denario romano

Ritrovato un denario romano, capace di stravolgere la storia dell’eruzione,spostando la data canonica del 24 agosto dopo Cristo di uno se non due mesi

Ritrovato un denario romano capace di stravolgere la storia dell’eruzione. Datato dai numismatici al settembre del 79 dopo Cristo, un mese esatto dopo la data accettata come sicura fino ad oggi della distruzione di Pompei (24 Agosto), si rivela prova inconfutabile di quella teoria già a lungo discussa dagli archeologi che vede spostare l’evento eruttivo di uno, se non due mesi. Tanta attenzione riservata alla moneta scaturisce da un suo particolare, che spiega il cambio cronologico dell’evento eruttivo in questione. Sul soldo, accanto al volto dell’imperatore Tito (79-81 dopo Cristo), compare un’incisione “Imp XV”, che decretava la quindicesima acclamazione imperiale del “princeps”. Tale acclamazione avviene nel settembre di quell’anno, dunque a seguito della data convenzionale dell’eruzione.

La moneta con altre 175 d’argento e 40 d’oro è stata ritrovata nel “tesoretto” di un pompeiano in fuga ed è con altri reperti, oggetto della mostra “Tesori sotto il lapillo”, presso l’Antiquarium degli scavi,inaugurata lo scorso 11 settembre dal direttore generale Massimo Osanna, fino al 31 maggio 2018. L’attenzione  dell’esposizione è focalizzata su un’area degli scavi chiusa ai visitatori : “l’insula occidentalis”. Si presenta come un suggestivo complesso di ville urbane, situato all’estremità occidentale della città antica, su quattro terrazze panoramiche, che degradano sul mare.

La mostra consentirà di vedere gioielli, arredi, affreschi e decorazioni provenienti dalle residenze più emblematiche del quartiere: quella di Marco Fabio Rufo e la Casa del Bracciale d’oro. Quest’ultima deve il suo nome a un grande bracciale d’oro, dal peso di 610g, usato come ornamento nell’antica Roma, da una vittima che tentava la fuga. Il bracciale è caratterizzato da due teste di serpente, che reggono un disco raffigurante il busto della dea della Luna, Selene,la quale sollevando le braccia trattiene un velo rigonfio. Atrraverso questa esposizione sarà dunque possibile, -come spiega Osanna stesso-

” vivere la delicata e raffinata bellezza del gusto pompeiano.”