12 Maggio 2015

Irsvem di Bacoli; tagli al personale. E’ Crisi

Irsvem

Naufragio per l’Irsvem di Bacoli, che riduce la realtà occupazionale del 30%. E’ crisi per un’azienda in piedi da più di quarant’anni

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È quello che è successo nell’azienda Irsvem in termini di posti di lavoro. L’occupazione ha infatti, subito colpi durissimi. Dopo marzo e il documento pubblicato dal Ministero della salute che vieta il consumo di mitili bacolesi, questa realtà imprenditoriale, che attrae una discreta forza lavoro, vive un drammatico crollo. Una sorpresa «agli estremi» per una piccola  impresa ad oggi  la realtà che ha pagato di più in termini di posti persi. Una riduzione del personale del 30% e una perdita di introiti che supera il 50%.

In quarant’anni di attività, spiega il dirigente dell’Irsvem Fabio Postiglione,  responsabile del centro di depurazione ed allevamento nel comprensorio bacolese di mitili, “è la crisi più drammatica che stiamo vivendo”.  L’arresto delle vendite, per un’azienda che produce più di 1 milione di tonnellate di molluschi annui con un export che realizza  per il 60% nella regione Lazio sono dati che ci dicono che l’ azienda micro sperimenta una decrescita occupazionale molto profonda. Quali i tempi di reazione? È evidente che su questi dati pesa il risvolto della situazione epidemiologica che riguarda gli allevamenti del Poggio di Bacoli che come ci spiega il biologo Franco Scamardella, “Si tratta di controlli che vengono effettuati con cadenza quindicinale, ma l’allarme scatenato dal Ministero ha formato un’ unità di crisi da cui per adesso non si esce”.

Cassa integrazione, quindi, per i lavoratori dell’azienda e in corso una polemica sulle responsabilità e su nuove certezze da valutare sul sistema-mitili di Bacoli. La presenza del virus, come ci spiega il biologo Scamardella, è stata provocata dalla rottura di alcuni condotti fognari che provenivano dall’ospedale dei Camaldoli, feci infette, quindi, hanno provocato l’alterazione batteriologica dei molluschi a rischio epatite A. L’allarme epatite si estende sul comprensorio Torre del Greco – Varcaturo. Nei distretti sanitari della asl 1, 2, 3 sono stati riscontrati  di cui l’accertata correlazione non è stata provata.

Un allarme sproporzionato? Nel Lazio, dove appunto l’azienda Irsvem esporta il prodotto, non si sono verificati casi di epatite. L’azienda indurrà forse una causa verso il Ministero della Salute per un mancato coordinamento degli interventi e per lo scollegamento che si è verificato tra i vari attori della sanità pubblica.

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Emiliana Chiarolanza

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