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Buon compleanno Napoli: azzurro come te, come il cielo e il mare

Buon compleanno Napoli: novantuno anni di emozioni azzurre per il club del patron De Laurentiis che quest’oggi “festeggia” in Germania

Azzurro come te, come il cielo e il mare – Ed è proprio dalle acque del Golfo che il calcio giunse all’ombra del Vesuvio, su navi inglesi, all’inizio del XX secolo. In città ed in provincia, fiorirono di lì a poco le prime squadre amatoriali, con notevoli seguiti: galeotta fu quella riunione al Ristorante D’angelo, il 1 agosto 1926, riunione che portò alla realizzazione di un sogno chiamato Calcio Napoli. Fallimentare i primi campionati azzurri, con Giorgio Ascarelli presidente, che riuscì però a “salvare” ripetutamente la squadra grazie ai suoi buoni rapporti con la federazione. Il cavallo presente sul primo stemma ACN (vedi foto a lato) sarà di lì a breve sostituito dal “ciucciariello” per questioni meramente scaramantiche. Altalenanti gli anni dal 1930 al 1941, conditi da una qualificazione alla Coppa Europea e da un’amara retrocessione. A causa delle difficoltà relative alla Seconda Guerra Mondiale, la società fu costretta a cessare le attività nel 1943. Nel 1944, nacquero due distinte società: la Società Sportiva Napoli, promossa da Arturo Collana, e la Società Polisportiva Napoli, fondata dal dott. Scuotto. La società assunse nuovamente il nome di A.C. Napoli soltanto nel 1947, che fece però registrare una nuova retrocessione in B: ci vollero due anni per riconquistare la categoria (grazie al campionato vinto nella stagione 1949-1950).

La Coppa Italia del 1962

Jeppson, Pesaola, Luìs Vinicio, la retrocessione nel’ 60. Lauro provò a rinforzare la squadra per far il salto di qualità ma rischiò la retrocessione in C dopo un girone d’andata disastroso: il 29 gennaio Lauro affidò a Bruno Pesaola il timone della squadra. Il cambio d’allenatore gli diede ragione: il Napoli conquistò la promozione e la sua prima Coppa Italia, ottenuta grazie alla vittoria in finale contro la Spal. Gli anni sessanta furono densi di emozioni grazie all’approdo in maglia azzurra di calciatori del calibro di Altafini, Sivori e Zoff: nella stagione ’67-’68 il Napoli arrivò addirittura secondo, dietro al Milan che chiuse la stagione a +9. Poi il cambio di guardia, il passaggio di testimone da Lauro a Ferlaino (1969) e l’addio di Altafini, che passò alla Juve: Vinìcio per Pesaola e fu subito sogno scudetto, nuovamente sfumato proprio a causa di quel “core ngrato” che condannò il Napoli alla sconfitta e portò i bianconeri a +4. Il colpo di mercato che infiammò la piazza giunse all’ombra del Vesuvio nel 1975, quando Ferlaino ingaggiò Beppe Savoldi per la modica cifra di 2 miliardi di lire. Deludente il piazzamento finale nella massima serie, ma due trofei in bacheca: la seconda Coppa Italia (conquistata all’Olimpico contro il Verona) e la Coppa di Lega Italo-Inglese (contro il Southampton).

Negli anni ’80 il presidente Ferlaino riaprì “le porte del San Paolo” ai campioni stranieri con l’acquisto del forte libero olandese, Ruud Krol. Nella stagione 1980-1981 il

Foto LaPresse – Marco Alpozzi

Napoli fu più che mai vicino al suo primo scudetto, ma qualcosa andò storto anche stavolta: l’autorete di Guidetti condannò infatti gli azzurri alla sconfitta e al definitivo abbandono del sogno tricolore. La svolta si ebbe nel 1984, quando Ferlaino decise di donare ai suoi tifosi il calciatore più forte di tutti i tempi: Diego Armando Maradona.

 

1986-1987: Il Napoli conquista il primo scudetto e la sua Terza Coppa Italia: D10S diventa simbolo della città.  Il trio Ma.Gi.Ca (Maradona, Giordano, Careca) fa letteralmente sognare i tifosi partenopei anche nella stagione successiva, che ebbe però un risvolto inaspettato: il Napoli conquistò un solo punto nelle ultime quattro gare e perse lo scontro diretto con il primo Milan di Berlusconi, che si laureò campione d’Italia per la stagione 1987-1988. Il successo era però nuovamente alle porte: la prima Coppa UEFA nel 1989 , il secondo scudetto (1989-1990) e la supercoppa italiana, ottenuta battendo la Juventus per 5-1.

Sul finire degli anni ’90 fu inevitabile un nuovo declino, causato dal risanamento dei debiti societari e dalla cessione di “pezzi grossi” quali Cannavaro, Carbone e Pecchia. Nel ’98 il Napoli retrocedette in Serie B al termine di una stagione fallimentare, nella quale collezionò soltanto 14 punti. Artefici del ritorno del club partenopeo nella massima serie (annata 1998-1999) Novellino e Schwoch, che non furono però riconfermati dalla società. Zeman prima e Mondonico poi non riuscirono ad evitare un’ulteriore retrocessione, che di lì a poco avrebbe portato alla debacle del club azzurro con il fallimento della società e l’iscrizione alla Serie C1 2004-2005.

Il Napoli riacquisì linfa vitale con l’acquisto del club da parte dell’imprenditore Aurelio De Laurentiis e del Direttore Generale Pierpaolo Marino. Dal 2004 ad oggi il Napoli vivrà un’incessante crescita, ponderata ed esponenziale: la promozione nella serie cadetta nel 2006, il ritorno in serie A nell’annata successiva e l’acquisto di campioni del calibro di Ezequiel Lavezzi e Marek Hamsik. Dopo due stagioni non proprio esaltanti, ecco il cambiamento della linea societaria: Bigon per Marino, Donadoni (e poi Mazzarri) per Reja: al termine della stagione 2009-2010 il Napoli chiuse il torneo al 6º posto con 59 punti, garantendosi l’accesso all’Europa League. Nel 2010 quel regalo che porta il nome di Edinson Cavani e la qualificazione alla Champions League (competizione che mancava a Napoli da ormai 21 anni), qualche anno dopo, la conquista della Quarta Coppa Italia, sempre all’Olimpico contro la Juventus. Nel maggio 2013, un nuovo cambio di guardia: Rafa Benitez e i big approdano all’ombra del Vesuvio: Albiol, Reina, Callejon, Mertens, Higuain. Due anni di successi e gioco “europeo”, conditi dalla doppia vittoria della Coppa Italia (la quinta) e dalla supercoppa di Doha (contro la Juventus, nel dicembre 2014). ] Alla fine dell’anno solare il Napoli viene premiato come terzo miglior club al mondo del 2015.

Chiuso il biennio Benítez, De Laurentiis sceglie come condottiero Maurizio Sarri, giunto a Napoli tra lo scetticismo generale. Il tecnico ribalta i pronostici e mette a tacere le voci di un ipotetico “ridimensionamento” voluto da De Laurentiis: secondo posto nella stagione 2015-2016, terzo posto nella stagione 2016-2017. Peccato che le emozioni non possano essere annotate nei palmares degli ultimi due anni e chi ha toccato con mano l’esperienza del ritiro azzurro in Trentino può comprendere a pieno di cosa sto parlando… probabilmente non smetteremmo più di parlarne!

Nel giorno del suo novantunesimo compleanno, il Napoli è in Germania, a Monaco di Baviera, per  partecipare ad un torneo amichevole di un certo livello, l’Audi Cup. Un importante riconoscimento nel panorama europeo, certo, ma soprattutto un banco di prova per testare la preparazione e la condizione fisica degli azzurri in vista degli imminenti preliminari di Champions. Appuntamento fissato per le 17.45 di questo pomeriggio: Hamsik & Co sfideranno l’Atletico Madrid del Cholo Simeone.

BUON COMPLEANNO NAPOLI!

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About Annamaria Minichino

Annamaria Minichino
Nata a Napoli il 21 febbraio 1990. Maturità scientifica e laureata in Lettere moderne (cdl Triennale) e in Filologia moderna (cdl magistrale, con tesi in Filologia Italiana). Appassionata di cinema e teatro.

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