Aiello attacca la Lorenzin: “Hai ucciso mio padre per la seconda volta”

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Parole dure quelle di Gabriel Aiello, che risponde con una lettera alle dichiarazioni del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in tema Terra dei Fuochi

Gabriel Aiello è un giovane studente di diciassettenne anni, residente a Casalnuovo di Napoli, da diversi anni a capo di C’at accis a salut, movimento che si batte per il diritto alla salute. E’ per questa e tante altre ragioni che Gabriel, quest’oggi, non ha potuto tacere dinanzi alle dichiarazioni rilasciate dal ministro Lorenzin.

In Campania c’è sicuramente una problematica ambientale che ci ha dato grande allerta, come Terra dei Fuochi, ma c’è anche un aspetto più generale, legato agli stili di vita– aveva affermato quest’oggi la Lorenzin, e ancora- quando una popolazione è obesa, quando c’è un altissimo tasso di colesterolo, di diabete e di altre malattie, che provocano cancro e altre malattie non trasmissibili, questo è preoccupante in Campania come nel resto d’Italia“.

 

Diabete-colesterolo-obesità,

come, scusi? E le nubi tossiche? I roghi? Le tonnellate di rifiuti seppellite nel sottosuolo?

Vi riportiamo di seguito la lettera scritta da Gabriel Aiello:

Cara (non tanto) Ministro Lorenzin,
Lei è veramente una persona maligna, spregevole, irrispettosa ed ignorante!
Come Ministro vale meno di zero, d’altronde è famosa per le sue figuracce e per la sua ignoranza in tema di salute. 
In poche ore, tre bambini, Chiara 8 anni, Irene 10 anni e Luciano 14 anni, hanno perso la vita per un tumore, vivevano nella terra dei fuochi e l’unica cosa che le viene da dire (sempre e solo dire, perché lei non ha mai fatto nulla per la terra dei fuochi), la più intelligente per il suo intelletto è (ancora una volta) che “in Campania si muore per gli stili di vita sbagliati.”
Sono stanco e infastidito, ancora una volta, da queste parole.
Io sono un ragazzo che vive a Casalnuovo, nella terra dei fuochi, costretto a respirare veleno, ho 17 anni e tra pochi giorni ne compiró 18.
Non ci sarà mio padre ad insegnarmi a guidare l’auto, non ci sarà mio padre ad accompagnarmi in questo traguardo della vita, ci sarò solo io con un grande vuoto dentro. Mio padre ci ha lasciati 3 anni fa, quando io avevo 14 anni, un tumore me lo ha portato via tra mille sofferenze. Mio padre non fumava, conduceva una dieta regolare e sana e non era di certo un ubriacone, anzi, non era affatto un tipo da bar, ma un padre di famiglia che lavorava notte e giorno per portare “il pane a casa.” La sua unica colpa era quella di vivere qui, nella terra della morte.
Chiara, Irene e Luciano, non erano ancora arrivati all’età della birra, figuriamoci delle sigarette e di certo non mangiavano un maiale al giorno.
Lei deve smetterla di giustificare l’inefficienza Sua e del Governo di cui fa parte cercando di sfruttare i luoghi comuni che circondano la Campania.
Lei deve smetterla di mancare di rispetto alle vittime del disastro ambientale Campano!
Con le sue parole, ha ucciso mio padre e tutte le altre vittime per la seconda volta.
Si concentri di più sui suoi doveri di Ministro della Salute, realizzi il registro tumori e lavori affinché i malati terminali in Campania muoiano senza soffrire. Lo sa che in Campania la cura del dolore non esiste? Lo sa che in Campania si soffre fino all’ultimo respiro negli ospedali?
La smetta e ricordi al suo collega, il bello addormentato Galletti (Ministro dell’Ambiente), che la terra dei fuochi aspetta azioni concrete, non passerelle!