Il 15 ottobre muore a Pozzuoli la saponificatrice di Correggio

la saponificatrice di correggio
La saponificatrice di Correggio muore il 15 ottobre

#accaddeoggi: muore a Pozzuoli il 15 ottobre 1970 Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio. Prima serial killer italiana

Nata a Montella (AV) nel 1894 Leonarda Cianciulli è passata alla storia come Saponificatrice di Correggio poiché dopo aver smembrato le sue vittime ne ha bolliti i pezzi per ricavarne sapone.

la saponificatrice di correggio “Ero una bambina debole e malaticcia, soffrivo di epilessia, ma i miei mi trattavano come un peso, non avevano per me le attenzioni che davano agli altri figli. La mamma mi odiava perché non aveva desiderato la mia nascita. Ero infelice e volevo morire. Cercai due volte di impiccarmi; una volta arrivarono in tempo a salvarmi e l’altra si spezzò la fune.” (estratto dalla biografia della Cianciulli :”Confessioni di un’anima amareggiata”)

Anima tormentata fin da piccola Leonarda si sposò nel nel 1914 con Raffaele Pansardi, impiegato dell’ufficio del registro, e andò a vivere a Lariano, nell’Alta Irpinia. Nel 1930 il terremoto del Vulture distrusse la loro casa e gli sposi si trasferirono a Correggio, in provincia di Reggio Emilia. Leonarda ebbe diciassette gravidanze con tre parti prematuri, dieci figli morirono in tenera età. I quattro sopravvissuti erano per Leonarda un bene da difendere a qualsiasi prezzo.

Furono proprio i figli e un’ossessione per la magia che spinsero Leonarda a diventare la saponificatrice di Correggio. Angosciata dal ricordo di maledizioni che le erano state inferte dalla madre e da una zingara, Leonarda si identificava con la dea Teti, doveva salvare dalla morte i suoi figli, in particolare il primogenito Giovanni che sarebbe partito a breve come militare; la donna allora decise di compiere dei veri e propri sacrifici umani al fine di salvare i suoi adorati figli.

La saponificatrice aveva avuto la premura di scegliere tre donne sole, senza prossimi congiunti e con cospicui risparmi in denaro, ma nessuno poteva credere che la moglie di un funzionario, alta 150 centimetri e di 50 chili potesse macchiarsi di triplice omicidio. Nel 1939 la Cianciulli era diventata ufficiosamente la saponificatrice di Correggio.

gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto[…]Quanto al sangue del catino […]feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io (estratto dalla biografia della Cianciulli :”Confessioni di un’anima amareggiata”)

La “donna” di Hannibal Lecter, sottoposta a interrogatorio, confessò senza resistenze i tre omicidi. La Corte stabilì che Leonarda Cianciulli era l’unica responsabile di quei turpi crimini e la condannò a trent’anni di carcere e a tre anni di manicomio. Morì nel 1970 nel manicomio di Pozzuoli.

Gli strumenti di morte usati dalla saponificatrice di Correggio per compiere i tre omicidi, sono conservati dal 1949 a Roma nel Museo Criminologico.